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Il giardino quantico
Con il sentimento dell’eccellenza nell’arte,
i miei versi
danno vita a nugoli di stelle.
Da ragioni intellegibili,
tutte le cose che ti circondano
all’origine sono state non parole,
mappate poi in parole.
Nel giardino quantico –
chiuso con la chiave negli abissi,
non esiste niente dell’universo conosciuto,
solo l’attimo magico in cui puoi
immortalare un pensiero, un’idea.
Entrando nella cassaforte della natura,
l’atto contemplativo cambia il mondo;
alla fine della strada la luce giace
tra multipli stati ed effetti –
la fortuna appare quando non ti aspetti,
riempiendo i vuoti con i sussurri
di quelli preparati ad accoglierla
in inedite (...) chiamate.
Annebbiando il quadro dal sogno,
nell’universo quantico
la luce si riposa
in un infimo buco nero,
come la gatta di Schrödinger
nascosta nella propria
vita/morte.
Terra
dei misteri ultraprofondi,
in fumigazioni nostalgiche
il corpo non si ricorda nessuna paura;
imprevedibile la vita –
nella chiarezza dell’attimo cerca fama.
Dalla correlazione quantistica
al superdeterminismo –
solo le parole del mondo
trovate in superposizione
e la luce libera da qualsiasi servitù:
sottilmente dissipata nell’aria della tua presenza.
Nel
giardino quantico,
in una nuvola di probabilità -il fonema
sventola nella mano
la chiave dei tuoi sforzi,
con il sentimento dell’eccellenza
invocando la parola-talismano
per chiudere
il Poema.
poesia di
Dumitru Găleşanu
da
Le luci dell\'uomo [lirica filosofica]
, traduzione di Mihaela Cîrțog
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