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Preoccupazione
Aedo della speranza,
ho desiderato godermi
poesia -scrivendo poesia,
in tal senso -contro la fermata in tempo –
mi sono orientato in modo garbato
ai letterati rinomati,
prendendo lezioni sottili
di melancolia.
Uscendo fuori strada
sui viali del vento,
ho attraversato l’alto
da un capo all’altro,
fermandomi giù
al sale della terra.
Ma non ho scoperto
subito
l’intero panorama,
un cortocircito allo stomaco
mi ha fatto a domandarmi improvvisamente:
che cosa ti puoi aspettare
in una citta
dove i poeti
non sono ascoltati?,
dove quasi tutti
con obbedienza aprono il cuore
a nienti brillanti?
Ho
visto anche gente
pensierosa -indignata
dall’ambiguità della luce,
dal fatto che... il dio
ha lasciato l’uomo solo –
da quando questo si è fidato
totalmente dell’atomo.
Sotto la corona di questo
secolo meraviglioso inutile,
sembrava una speranza vana
che il mondo si salverà, tuttavia,
saggiamente
-attraverso l’arte.
Dio
è dappertutto,
anche nei tuoi pensieri bizzarri.
Perché non sarebbe la tua gente lontana
la tua gente, davvero?
Ciascuno mettendo
il futuro della terra
nel raggio orgoglioso di sole.
Ecco,
sull’asfalto rancido
tra bolle gioiose di sapone,
i bambini dipingono il camino antico –
sciami stellari e galassie,
senza dimenticare l’iperpensieroso
sole.
poesia di
Dumitru Găleşanu
da
Le luci dell\'uomo [lirica filosofica]
, traduzione di Mihaela Cîrțog
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