
Allegria di naufragi
E subito riprende
il viaggio
come
dopo il naufragio
un superstite
lupo di mare.
poesia di Giuseppe Ungaretti (14 febbraio 1917)
Aggiunto di Simona Enache
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Subito dopo l’assassinio, grosse nuvole foriere di tempesta cominciarono ad addensarsi all’orizzonte e una voce incredibile si diffuse... si era vicini alla guerra!
citazione di Agatha Christie
Aggiunto di Simona Enache
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Navigare, navigare, era il suo unico pensiero. Non appena, dopo lunghi tragitti, metteva piede a terra in qualche porto, subito lo pungeva l’impazienza di ripartire.
citazione di Dino Buzzati
Aggiunto di Simona Enache
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Penso che la mia vita mi sia servita molto di più, per il mestiere di attrice, di quei pochi mesi di Centro Sperimentale che ho frequentato subito dopo essere arrivata in Italia.
Claudia Cardinale in Io, Claudia – Tu, Claudia (1995)
Aggiunto di Simona Enache
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IV
Io - il Muro - prima fui Pietra.
So di me d’essere stato roccia
compatta e verticale a vigilare
per Ere ed Ere intiere.
So di uno scalpello bagnato di sudore
che venne a separar me da me stessa,
quasi che una goccia levata al mare
smetta per questo strappo
d’essere mare.
Presi la via;
dopo un percorso lungo
fui deposta ove gli odori spanti
non mi erano più noti,
a me stessa congiunta
in mille squadrati blocchi
e qui ricomposta infine,
dove mi accarezza
un clima forestiero.
poesia di Anna Antolisei da Il muro (2004)
Aggiunto di Simona Enache
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Chi ascolta un superstite dell'Olocausto diventa a sua volta un testimone.
Elie Wiesel in intervista "I bambini ci aiuteranno a ricordare l'Olocausto" (27 gennaio 2007)
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Cristo era vegetariano e tutti i fedeli dovrebbero imitarlo. Nei giorni scorsi, in chiesa ho invitato i miei parrocchiani ad astenersi dal consumare la carne di agnello. Lo ripeto: è inutile che noi pronunciamo, durante la messa, l'Agnus Dei e poi subito dopo corriamo a mangiarlo. Ci vorrebbe maggiore coerenza, maggiore rispetto.
Mario Canciani in La Stampa, Polemica sulla tradizione pasquale (11 aprile 1993)
Aggiunto di Simona Enache
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Curarsi per certe malattie è come imparare a nuotare. In caso di naufragio non serve che a prolungare l'agonia.
aforisma di Pitigrilli
Aggiunto di Simona Enache
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Quando ancora non ero qui, mi sono immaginata spesso dall'altro paese la distanza che separava te da me. Erano molte distanze diverse. Ogni giorno una nuova. Ed erano tutte vere. Sono rimaste vere anche dopo l'atterraggio, perché all'areoporto c'era Stefan. Soltanto dopo alcune settimane, quando ho visto la tua faccia, ho capito che non erano più vere. Ero partita da sola e volevo che arrivassimo in due. È stato l'opposto. Siamo partiti in due. E all'arrivo ero sola. Continuamente ti scrivo cartoline. Le cartoline sono piene di parole. Ed io sono vuota. Il caso che ancora una volta ci minaccia, non esiste.
Herta Muller in In viaggio su una gamba sola
Aggiunto di Simona Enache
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Per quanto avessi a soffrire
Per quanto avessi a soffrire
Nel lungo straniare,
Nel sogno ti ho sempre vista,
Con luna, sull'onde del mare.
Sul cupo mare ti ho cercato,
Dalle lontane sponde,
E solo tu ti sei mostrata
Sul mare, con luna, dall'onde.
Sempre il tuo dolce volto
E blando per me spunta,
La tua cera biondeggiante,
Dall'onde del mare, con luna.
poesia di Mihai Eminescu, traduzione di Geo Vasile
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In un naufragio ci si aggrappa a un relitto per salvarsi. Anche le opere d'arte sono relitti.
aforisma di Constantin Brâncuşi da Aforismi (2001)
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La notte lava la mente
La notte lava la mente.
Poco dopo si è qui come sai bene,
file d'anime lungo la cornice,
chi pronto al balzo, chi quasi in catene.
Qualcuno sulla pagina del mare
traccia un segno di vita, figge un punto.
Raramente qualche gabbiano appare.
poesia di Mario Luzi
Aggiunto di Simona Enache
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Prima di negoziare con il lupo, mettigli la museruola.
aforisma di Valeriu Butulescu, traduzione di Giocondina Toigo
Aggiunto di Simona Enache
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Il mare è bello anche quando è brutto.
aforisma di Dan Costinaş da L'ombra del Mare e altre confessioni (2012)
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Il Mare: Concerto per clavicembalo e granelli di sabbia.
Dan Costinaş in L'ombra del Mare e altre confessioni (2012)
Aggiunto di Dan Costinaş
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Cielo e mare sono come due specchi che di giorno si riflettono e di notte si ascoltano.
Romano Battaglia in Il mare in discesa (2003)
Aggiunto di Simona Enache
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Perché mi hai fatto lupo, Signore, se devo amare le pecore?
aforisma di Valeriu Butulescu, traduzione di Simona Enache
Aggiunto di Simona Enache
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Il gregge vuole un lupo vegetariano alla sua testa, non un montone.
aforisma di Valeriu Butulescu (giugno 2010), traduzione di Simona Enache
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Niente è più potente della speranza che può infrangersi sugli scogli ma, come il mare, non morirà mai.
Romano Battaglia in Il mare in discesa (2003)
Aggiunto di Simona Enache
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Arsenio
I turbini sollevano la polvere
sui tetti, a mulinelli, e sugli spiazzi
deserti, ove i cavalli incappucciati
annusano la terra, fermi innanzi
ai vetri luccicanti degli alberghi.
Sul corso, in faccia al mare, tu discendi
in questo giorno
or piovorno ora acceso, in cui par scatti
a sconvolgerne l’ore
uguali, strette in trama, un ritornello
di castagnette.
E’ il segno d’un’altra orbita: tu seguilo.
Discendi all’orizzonte che sovrasta
una tromba di piombo, alta sui gorghi,
più d’essi vagabonda: salso nembo
vorticante, soffiato dal ribelle
elemento alle nubi; fa che il passo
su la ghiaia ti scricchioli e t’inciampi
il viluppo dell’alghe: quell’istante
è forse, molto atteso, che ti scampi
dal finire il tuo viaggio, anello d’una
catena, immoto andare, oh troppo noto
delirio, Arsenio, d’immobilità...
Ascolta tra i palmizi il getto tremulo
dei violini, spento quando rotola
il tuono con un fremer di lamiera
percossa; la tempesta è dolce quando
sgorga bianca la stella di Canicola
nel cielo azzurro e lunge par la sera
ch‘è prossima: se il fulmine la incide
dirama come un albero prezioso
entro la luce che s’arrosa: e il timpano
degli tzigani è il rombo silenzioso
Discendi in mezzo al buio che precipita
e muta il mezzogiorno in una notte
di globi accesi, dondolanti a riva, – e fuori, dove un’ombra sola tiene
mare e cielo, dai gozzi sparsi palpita
l’acetilene – finché goccia trepido
il cielo, fuma il suolo che t’abbevera,
tutto d’accanto ti sciaborda, sbattono
le tende molli, un fruscio immenso rade
la terra, giù s’afflosciano stridendo
le lanterne di carta sulle strade.
Così sperso tra i vimini e le stuoie
grondanti, giunco tu che le radici
con sé trascina, viscide, non mai
svelte, tremi di vita e ti protendi
a un vuoto risonante di lamenti
soffocati, la tesa ti ringhiotte
dell’onda antica che ti volge; e ancora
tutto che ti riprende, strada portico
mura specchi ti figge in una sola
ghiacciata moltitudine di morti,
e se un gesto ti sfiora, una parola
ti cade accanto, quello è forse, Arsenio,
nell’ora che si scioglie, il cenno d’una
vita strozzata per te sorta, e il vento
la porta con la cenere degli astri.
poesia di Eugenio Montale
Aggiunto di Simona Enache
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