Fabula di Orfeo
Mercurio: annunziatore della festa
Silenzio. Udite. È fu già un pastore
Figluol d'Apollo, chiamato Aristeo.
Costui amò con sì sfrenato ardore
Euridice, che moglie fu di Orfeo,
che sequendola un giorno per amore
fu cagion del suo caso acerbo e reo:
perché, fuggendo lei vicina all'acque,
una biscia la punse; e morta giacque.
Orfeo cantando all'Inferno la tolse,
ma non poté servar la legge data,
ché 'l poverel tra via drieto si volse
sì che di nuovo ella gli fu rubata:
però ma' più amar donna non volse,
e dalle donne gli fu morte data.
Seguita un pastore schiavone
State tenta, bragata! Bono argurio,
ché di cievol in terra vien Marcurio.
poesia di Angelo Poliziano
Aggiunto di Simona Enache
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