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Chi più ha il Signore sulle labbra ha il diavolo in cuore.

Denis Ivanovici Fonvizin in Il Brigadiere (1768)Segnala un problemaCitazioni simili
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Omar Khayyam

Hai spezzato la mia brocca di vino, Signore
Mi hai chiuso la porta del piacere, Signore
Io bevo ma sei tu che sembri ubriaco
Polvere sulle mie labbra! Sei forse ebbro, Signore?

Omar Khayyam in Quartine (1997), traduzione di Haifez HaidarSegnala un problemaCitazioni simili
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Giuseppe Ungaretti

Sentimento del tempo

E per la luce giusta,
Cadendo solo un’ombra viola
Sopra il giogo meno alto,
La lontananza aperta alla misura,
Ogni mio palpito, come usa il cuore,
Ma ora l’ascolto,
T’affretta, tempo, a pormi sulle labbra
Le tue labbra ultime.

poesia di Giuseppe Ungaretti (1931)Segnala un problemaCitazioni simili
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Francis Bacon

L'ateismo è più sulle labbra che nel cuore dell'uomo.

citazione di Francis BaconSegnala un problemaCitazioni simili
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Khalil Gibran

Madre

La parola più bella
sulle labbra del genere umano è "Madre",
e la più bella invocazione è "Madre mia".
E' la fonte dell'amore, della misericordia,
della comprensione, del perdono.
Ogni cosa in natura parla della madre.
La stella Sole è madre della terra
e le dà il suo nutrimento di calore;
non lascia mai l'universo nella sera
finchè non abbia coricato la terra
al suolo del mare e al canto melodioso
di uccelli e acque correnti.
E questa terra è madre degli alberi e dei fiori.
Li produce, li alleva, e li svezza.
Alberi e fiori diventano
madri tenere dei loro grandi frutti e semi.
La parola "madre" è nascosta nel cuore
e sale alle labbra
nei momenti di dolore e di felicità,
come il profumo sale dal cuore della rosa
e si mescola
all'aria chiara e nell'aria nuvolosa.

poesia di Khalil GibranSegnala un problemaCitazioni simili
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Matthew Arnold

La verità siede sulle labbra degli uomini morenti.

citazione di Matthew ArnoldSegnala un problemaCitazioni simili
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Valeriu Butulescu

Ho dubbi, Signore! Il Diavolo resta meglio nei sondagi.

aforisma di Valeriu Butulescu (giugno 2010), traduzione di Simona EnacheSegnala un problemaCitazioni simili
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Valeriu Butulescu

Signore non essere risparmioso con la luce. La sete di conoscenza ha spinto Faust vero il Diavolo.

aforisma di Valeriu Butulescu (giugno 2010), traduzione di Simona EnacheSegnala un problemaCitazioni simili
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Gioventu e Signoria

E giovine il signore,
Ed ama molte cose,—
I canti, le rose,
La forza e l'amore.
Quel che più vuole
Ancor non osa:
Ahi più che il sole,
Più ch'ogni rosa,
La cara cosa,
Donna a gioire.
È giovine il signore,
Ed ama quelle cose
Che ardor dispose
In cuore all'amore.
Bella fanciulla,
Guardalo in viso;
Non mancar nulla,
Motto o sorriso;
Ma viso a viso
Guarda a gradire.
E giovine il signore,
Ed ama tutte cose,
Vezzose, gioiose,
Tenenti all'amore.
Prendilo in braccio
Adesso o mai;
Per più mi taccio,
Chè tu lo sai;
Bacialo e l'avrai,
Ma non lo dire.
È giovine il signore,
Ed ama ben le cose
Che Amor nascose,
Che mostragli Amore.
Deh trionfando
Non farne pruova;
Ahimè! che quando
Gioia più giova,
Allor si trova
Presso al finire.
E giovine il signore,
Ed ama tante cose,
Le rose, le spose,
Quante gli dona Amore.

poesia di Dante Gabriel RossettiSegnala un problemaCitazioni simili
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Edgar Allan Poe

I recessi ombrosi

I recessi ombrosi dove in sogno io vedo
i più vaghi uccelli canori,
son come labbra - e tutta la tua melodia
di parole cui il labbro da forma. -

I tuoi occhi, gemme nel cielo del cuore,
desolati si posano allora,
o Dio!, sulla mia mente funerea -
luce di stelle su un nero drappo.

Il tuo cuore - il tuo cuore! Mi ridesto
e sospiro, e dormo per sognare
di quella verità che l'oro non può mai comprare -
e di quelle futilità che sempre può, invece.

poesia di Edgar Allan PoeSegnala un problemaCitazioni simili
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Novalis

La poesia è, fra le scienze, la giovinezza. Da fanciulla avrà avuto l'aspetto dell'angelo sotto la Madonna il quale si preme il dito sulle labbra come a dire che non si fida di questa leggerezza.

Novalis in FrammentiSegnala un problemaCitazioni simili
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Napoleone Bonaparte

Ho camminato con la testa piena di te. Il tuo ritratto e l'inebriante serata trascorsa insieme ieri mi hanno lasciato i sensi in subbuglio. Dolce, incomparabile, quale strano effetto hai sul mio cuore! Ma cosa mi resta ancora quando dalle tue labbra e dal tuo cuore traggo un amore che mi consuma come il fuoco?

Napoleone Bonaparte in lettera a Giuseppina (1795)Segnala un problemaCitazioni simili
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Le Verdi Cattedrali Della Memoria

Sembrava una farfalla
o un fiore?
Ma sulle labbra mi ricordo il bacio.
E poi,
volò una stella
e noi
ci innamorammo ormai,
scoperti al Cielo.
Fu una cattedrale
e sai, furono mattoni,
memoria dell'Amore.
Alzammo cattedrali noi,
un'aquilone memoria di noi.
T'amerò,
per ciò che scorderai.
I pini nel Cielo
era alta la Luna.
E poi antichi amori, e Dèi
e riti perduti in noi.
Io,
ti rammenterò, piccola noce.
Una cattedrale memoria dell'amore.
Ma non collego il viso tuo,
tu,
soffia il tuo nome e poi
dimmi chi sei.
T'amerò,
per ciò che scorderai.
Stai con me.
Per ciò che scorderai.
I pini nel Cielo,
era alta la Luna e poi
antichi amori e Dèi,
riti perduti in noi.
Piccola noce, no.
Io ti rammenterò.
Stai con me.
Per ciò che scorderai.
Sembrava una farfalla o un fiore?
Ma io ricordo il bacio sulle labbra.
E poi, volò una stella
e noi
ci innamorammo al Cielo...

canzone interpretata di Amedeo MinghiSegnala un problemaCitazioni simili
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Il signore: Io non capisco che razza di arte è la tua: astrattista, futurista, esistenzialista?
Totò: La mia arte è assenteista, cioè vale a dire: nelle mie opere manca sempre qualche cosa... Vedi questa?
Il signore: Cos'è? Un cippo funerario?
Totò: Profano! Questa è una Madre con il bambino che piange.
Il signore: E dov'è la madre?
Totò: La madre è uscita: ecco perché il bambino piange.
Il signore: Sì, va be', ma io non vedo neanche il bambino.
Totò: Ma il bambino è sciocco: è corso dietro alla madre.

replica da Totò cerca moglie, scenario di Vittorio Metz (1950)Segnala un problemaCitazioni simili
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Fratelli che vivi uomini siete, abbiate verso noi pietoso il cuore; ché se pietà di noi miseri avrete, avrà pietà di voi, meglio, il Signore.

citazione di Francois VillonSegnala un problemaCitazioni simili
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Vincenzo Cardarelli

Homo sum

Io pago tutto.
Non c'è peccato
ch'io non abbia finora
debitamente scontato.
Ho un organismo vitale
che vuole, contrariamente
al Diavolo di Goethe,
vuole il Bene e fa il Male.
Pensate quale puntualità
e che liste di conti da saldare.
Ai messi del Signore
l'uscio della mia casa è sempre aperto.
E spesso delle loro intimazioni,
prevenendole,
io stesso senz'attenderli
mi faccio esecutore.
Sì che quand'essi giungono
ritto sull'uscio lo fermo
e li rimando dicendo:
Amici, sono anch'io
cursore e complice di Dio.
Che dunque venite a fare
se il debito è già pagato?
Forse è perciò che una donna cattiva
suole dire celiando
ch'io sono un santo e innanzi di morire
farò miracoli.
Talvolta infatti io mi vedo come uno
di quei poveri santi
che sulle tele delle sacrestie
stanno in adorazione della Vergine,
inutilmente aspettando
un suo sguardo.
Ma vi dico, in verità,
che volentieri darei, se pur l'avessi,
una tanto gloriosa vocazione
per un poco d'allegra umanità.

poesia di Vincenzo CardarelliSegnala un problemaCitazioni simili
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Certi uomini politici muoiono sulle barricate sulle quali non sono mai stati.

citazione di Francois MitterrandSegnala un problemaCitazioni simili
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Valeriu Butulescu

L’uomo comune correndo incespica sulle pietre. Soltanto i poeti incespicano sulle rocce.

aforisma di Valeriu Butulescu, traduzione di Giocondina ToigoSegnala un problemaCitazioni simili
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Pablo Neruda

Aria della Notte

La fragile scrittura dell’inizio
Il fremere dell’aria
Le vene nell’aria
L’infinito guardare
Lo sguardo infinito
Il suggello del silenzio sulle labbra
Il caldo vino delle parole
L’angolo prima colmato di vuoto
Il passo che risponde
Lo sconvolto volteggiare delle dita
Il tatto del respiro
Le notti di veglia
L’ardore insonne
L’arena che s’infiltra e ricade
L’agognato rumore che scivola sotto la porta.

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Heinrich Heine

O Rossini, divino maestro, Sole d’Italia che spandi su tutta la terra i tuoi raggi sonori, perdona i miei compaesani che ti insultano a colpi di carta e d’inchiostro. Ma io mi beo dei tuoi fasci di luce melodici, dei tuoi smaglianti sogni che, come farfalle, mi danzano intorno e mi baciano il cuore con le labbra delle Grazie.

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Novalis

Inno

Pochi sanno
il mistero dell'amore,
sentono fame insaziabile
e sete eterna.
Il simbolo divino
della Cena
è un enigma per i sensi terreni:
ma chi una volta
da calde, amate labbra
bevve il soffio della vita,
cui sciolse un ardore sacro
in onde di brividi il cuore,
chi aprì gli occhi
per misurare l'insondabile
profondità del cielo,
mangerà del suo corpo
e berrà del suo sangue
per sempre.

Chi ha decifrato l'alto
senso del corpo terreno?
Chi può dire
di comprendere il sangue?
Tutto sarà un giorno
corpo, un solo corpo,
in sangue celeste
nuoterà la coppia beata. -

Oh, che l'oceano
già s'imporpori
e in carne odorosa
fermenti la roccia!
Non ha mai fine la cena soave,
non è mai sazio l'amore.
Mai del tutto possiamo con l'amato
congiungerci, in un'unica sostanza.
Da sempre più tenere labbra
mutato, diviene il possesso
più intimo e vicino.
Voluttà più ardente
percorre con brividi l'anima.
Più assetato e affamato
diviene il cuore:
e così dura il godimento d'amore
di eternità in eternità.
Se una volta chi è digiuno
lo avesse gustato,
lascerebbe ogni cosa
per sedere con noi
alla mensa della nostalgia
che non è mai scarsa.
Saprebbe l'infinita
pienezza dell'amore
e loderebbe il cibo
di carne e di sangue.

poesia di NovalisSegnala un problemaCitazioni simili
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