
Amleto: Un uomo puo pescare col lombrico che si e pasciuto delle viscere di un re, e mangiare il pesce che si e nudrito di quel' verme.
replica da Amleto, Atto IV, Sc. 3 di William Shakespeare (1599), traduzione di Carlo Rusconi
Aggiunto di Dan Costinaş
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Ho fame della tua bocca, della tua voce, dei tuoi capelli
Ho fame della tua bocca, della tua voce, dei tuoi capelli
e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso,
non mi sostiene il pane, l'alba mi sconvolge,
cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno.
Sono affamato del tuo riso che scorre,
delle tue mani color di furioso granaio,
ho fame della pallida pietra delle tue unghie,
voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta.
Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza,
il naso sovrano dell'aitante volto,
voglio mangiare l'ombra fugace delle tue ciglia
e affamato vado e vengo annusando il crepuscolo,
cercandoti, cercando il tuo cuore caldo
come un puma nella solitudine di Quitratúe.
poesia di Pablo Neruda da Venti poesie d'amore e una canzone disperata (1924)
Aggiunto di Simona Enache
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L' uomo è per il mondo ciò che il verme è per la mela.
Fabiano Collettini in Aphoristikon
Aggiunto di anonimo
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Pesce piccolo mangia pesce grosso.
Giuseppe Pontiggia in Le sabbie immobili (1991)
Aggiunto di Simona Enache
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Quando il piede scivola su una rana, si prova un senso di schifo; ma quando si sfiora appena il capo umano con la mano, la pelle delle dita si screpola come le scaglie d'un blocco di mica spezzato a martellate; e, come il cuore di uno squalo che, morto da un'ora, palpita ancora sul ponte con tenace vitalità, così le nostre viscere sono sconvolte da cima a fondo, per lungo tempo dopo quel contatto.
Conte di Lautréamont in I Canti di Maldoror (1989)
Aggiunto di Simona Enache
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Amleto: Ma non vi basteran duemila anime e ventimila ducati a sistemare la pagliuzza di una questione simile!
replica da Amleto, Atto quarto, Scena 4 di William Shakespeare (1599), traduzione di Goffredo Raponi
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Amleto: Il resto è silenzio.
replica da Amleto di William Shakespeare (1599)
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Amleto: Il mondo è fuor dei cardini; ed è un dannato scherzo della sorte ch’io sia nato per riportarlo in sesto.
replica da Amleto, Atto primo, Scena 5 di William Shakespeare (1599), traduzione di Goffredo Raponi
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Prima che la prole venga alla luce, è parte della donna, o delle sue viscere.
Domitus Ulpian in Digesto, 25, 4, 1, 1
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Ofelia: Siete pungente, signore, pungente.
Amleto: Vi costerebbe un gemito se mai cercaste smussarmi la punta.
replica da Amleto, Atto terzo, Scena 2 di William Shakespeare (1599), traduzione di Goffredo Raponi
Aggiunto di Dan Costinaş
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Amleto: Ricordarmi di te, povero spirito! Ma sì, finché avrà spazio la memoria, su questa sfera di terra impazzita! Ricordarmi di te!
replica da Amleto, Atto primo, Scena 5 di William Shakespeare (1599), traduzione di Goffredo Raponi
Aggiunto di Dan Costinaş
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Regina: Oh, basta, finalmente, Amleto! Basta! Tu mi fai volger gli occhi in fondo all'anima, e là io vedo sì macchie nere e sì tenaci, che nessun lavacro sarà capace più di cancellare.
replica da Amleto, Atto terzo, Scena 4 di William Shakespeare (1599), traduzione di Goffredo Raponi
Aggiunto di Dan Costinaş
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Polonio: Monsignore, posso sapere che state leggendo?
Amleto: Parole, parole, parole.
replica da Amleto di William Shakespeare (1599)
Aggiunto di Dan Costinaş
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Amleto: Essere, o non essere... questo è il nodo.
replica da Amleto, Atto terzo, Scena 1 di William Shakespeare (1599), traduzione di Goffredo Raponi
Aggiunto di Dan Costinaş
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Amleto: Il gran Cesare, morto e trasmutato in creta, poteva serrare un pertugio per impedire il passaggio del vento. Oh che quell’argilla che aveva tenuto soggetto il mondo dovesse andar così a rassettare un muro per allontanare il soffio di brezze assiderate!...
replica da Amleto, atto V, scena 1 di William Shakespeare (1599), traduzione di Carlo Rusconi
Aggiunto di Dan Costinaş
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Quelli che siedono a capotavola (che hanno lavorato per arrivarci e che lavorano per restarci) non mandano mai tutto a quel paese andandosene a pescare. No. Noi che siamo seduti a capotavola continuiamo a preparare i letti, a lavare i piatti e a imballare il fieno meglio che possiamo. Ah, come faremmo se non ci fossi tu? dicono gli altri. La risposta è che la maggior parte di loro andrebbe avanti a fare ciò che vuole, come sempre. Ad andare in malora allo stesso modo di sempre.
Stephen King in Buick 8
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Bisogna mangiare per vivere, non vivere per mangiare.
citazione di Socrate
Aggiunto di Simona Enache
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Tutte le volte che in quest'opera si parla di "nome", di "opinione", di "grado", s'intende sempre di quel grado, di quella opinione, di quel nome che influiscono sul popolo, che è il grande, il solo agente delle rivoluzioni e delle controrivoluzioni.
Vincenzo Cuoco in Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799
Aggiunto di Simona Enache
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Il verme si scava il tempio dell’eternità in una pera.
aforisma di Valeriu Butulescu, traduzione di Giocondina Toigo
Aggiunto di Simona Enache
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Abbandoniamo i preti e torniamo a Dio. Costruiamo la moralità su fondamenta sacre ed eterne; ispiriamo nell'uomo quel rispetto religioso per l'uomo, quel profondo senso del dovere, che è l'unica garanzia della felicità sociale; nutriamo in lui questo sentimento attraverso tutte le nostre istituzioni e facciamo sì che l'istruzione pubblica sia diretta verso questo fine.
Maximilien Robespierre in Ouvres: Société des études roberspierristes
Aggiunto di Simona Enache
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Io pure
Io pure canto l'America.
Sono il fratello più scuro.
Loro mi spediscono a mangiare in cucina
quando ci sono gli ospiti,
ma io me la rido,
e mangio con gusto,
e mi irrobustisco.
Domani
io sarò seduto a tavola
quando ci saranno ospiti.
Nessuno si azzarderà
a dirmi
"Vattene a mangiare in cucina"
Allora.
E per di più
si accorgeranno di come sono bello
e si vergogneranno -
Io pure sono l'America.
poesia di Langston Hughes
Aggiunto di Simona Enache
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